Back

Mercoledì, 13 Marzo 2019

Il laser come cura delle vene

Oggigiorno è sempre più diffuso il trattamento laser non invasivo come cura delle vene varicose.

Durante un'intervista al Dottor Bitossi, Angiologo, Flebologo e Chirurgo Vascolare operante nei comuni di Torino e Castellanza abbiamo approfondito proprio questo argomento.

Il macchinario di ultima generazione utilizzato presso i suoi studi è il K-Laser blue.

Prima di approfondire il tema dell'ablazione laser scopriamo qualcosa in più su questa tecnologia.

Il K-Laser blue è l'unica piattaforma multidisciplinare a 3 lunghezze d'onda che permette di eseguire trattamenti nei seguenti campi:

- Chirurgia Dermatologica (Rimozione neoformazioni benigne, Lentigo senili e solari, Cheratosi seborroiche, Verruche e Fibromi)

- Chirurgia Vascolare (Couperose telangectasie del volto e degli arti inferiori, Angiomi rubino e spider)

 - Terapia dei Tessuti ( Fotoringiovanimento frazionale e biostimolativo)

Continuate a seguire il nostro blog per saperne di più e restare informati sulle nuove tecnologie!

 

Torniamo quindi a parlare del trattamento laser per combattere le vene varicose con il Dottor Bitossi.

Il laser è utilizzato oramai dal lontano anno 2000, quindi non è una tecnica dell'altro ieri, ma l'evoluzione tecnologica ci permette di utilizzare apparecchi e  materiali sempre più evoluti, con funzionalità confort e sicurezza sempre maggiori per il trattamento della malattia e per la cura del paziente.

Abbiamo essenzialmente due tipologie di laser a seconda del tipo di malattie che dobbiamo andare a trattare.

Un laser lo possiamo utilizzare attraverso delle fibre che entrano all'interno della vena malata per andare a curarla dall'interno, altri tipi di laser invece vanno ad agire esternamente alla pelle, in questo modo non viene introdotto nulla all'interno della vena, producendo la situazione del quadro della malattia.

 

Con i trattamenti laser si risolve anche il problema del post intervento?

Si, anche perchè una volta veniva fatto lo stripping della safena per esempio, oggi non è più tale, nel senso che la fibra laser introdotta attraverso una semplice puntura all'interno della vena, permette la sua sigillatura interna in anestesia locale, senza necessità di tagli, o interventi di anestesie maggiori, e quindi con ripresa praticamente immediata delle attività.

 

A questo punto vien da chiedere al medico: ci sono dei pazienti su cui questa terapia funziona meglio?

Non c'è un paziente ideale, tutti i pazienti sono candidabili con le ovute differenze a seconda del grado della malattia, però nel caso della safena diciamo che è un trattamento a cui possiamo estendere a tutti, nel caso del trattamento invece con il laser trasdermico, quindi con utilizzo esterno alla pelle, ci sono dei quadri clinici che ne possono beneficiare tanto, come ad esempio quelle piccole venette superficiali, sia del volto sia delle altre che altrimenti difficilmente potrebbero essere curate.

Per informazioni potete contattare direttamente il Dottore qui

 

Mercoledì, 13 Marzo 2019